Stiamo entrando in una nuova fase. Sfidiamo il Pd sul modello sociale.

Febbraio 10, 2008

Simbolo, polemiche e confusione di Walter De Cesaris*

Occorre affrontare il toro per le corna. Senza opportunismi e senza girare intorno al problema.

Primo. La decisione politica di lavorare per la costruzione di una soggettività unitaria e plurale della sinistra e di affrontare la competizione elettorale dando vita a liste unitarie della sinistra non è certo un elemento che è stato tenuto nascosto, è stato invece già ampiamente dibattuto, a partire dagli organismi dirigenti.
In coerenza con quella discussione, la segreteria del PRC intende proporre che il nostro simbolo elettorale per le prossime elezioni di primavere sia unitario con le altre forze che, assieme a noi, hanno deciso di dare vita alla Sinistra l’Arcobaleno.
Significa porre il partito di fronte al fatto compiuto e di esautorare i gruppi dirigenti da decisioni assunte fuori da una discussione collettiva? Leggi il seguito di questo post »


Cosenza 2 Febbraio Difendiamo il diritto a voler cambiare il mondo

Gennaio 24, 2008

Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.

La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.

Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto “sovvertire violentemente l´ordine economico costituito nello stato” per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.

Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 23 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.

Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l’accusa di “devastazione e saccheggio”.

Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell´ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra. Leggi il seguito di questo post »


IL 22 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE PER LA DIFESA DELLA PIANA DI GIOIA TAURO

Dicembre 8, 2007

Dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 22 dicembre 1985, il 97 per cento dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone. La realizzazione di quest’opera, fortemente voluta dalle solite lobbies affaristico-politico-criminali, avrebbe significato la morte di quest’area.

A distanza di 22 anni, la Piana si ritrova a dover affrontare gli stessi nemici! Quelli che oggi come ieri la vorrebbero condannare a non avere un futuro!

La scarsissima attenzione da parte della classe dirigente calabrese alle problematiche ambientali e sociali, la presenza di una imprenditoria attratta soltanto dai finanziamenti pubblici, la compresenza di un’economia criminale diffusa e spesso collusa con la classe dirigente, una richiesta assillante di lavoro in una terra i cui abitanti sono tornati ad emigrare, hanno favorito la svendita di larghe fette di territorio con il fine di impiantare cicli produttivi inquinanti. Queste imposizioni, contrastate giustamente dalla popolazione, hanno trasformato la Piana in una pattumiera, con impianti buoni solo a massimizzare i profitti delle multinazionali. Leggi il seguito di questo post »


Appello per gli Stati Generali:Giovani Comuniste/i, FGCI, Giovani Verdi, Giovani di SD

Dicembre 7, 2007

fotoSiamo ragazzi e ragazze di quella che è stata chiamata `Generazione X´, cresciuta con la “crisi della politica”, il crollo delle ideologie, il pensiero unico e la fine della storia. Nei movimenti globali, ecologisti e pacifisti di inizio millennio abbiamo ritrovato una nostra mutevole identità ed in questi anni non ci siamo rassegnati a delegare ad altri la nostra passione ed iniziativa politica.Siamo una generazione che vive oggi sulla propria pelle la crisi verticale del nesso lavoro-cittadinanza costruita attraverso il paradigma della precarietà come condizione legata non solo alla dimensione professionale e del contratto di lavoro, ma come dimensione esistenziale generale, e che riguarda la casa come l´istruzione, la mobilità come l´accesso a saperi e cultura, la libertà di scegliere liberamente sulla tua vita, di seguire i tuoi orientamenti sessuali. come la promessa di un avvenire di guerra, cambiamenti climatici ed instabilità globale. La precarietà diviene allora il furto più terribile che si possa fare ad un giovane: il furto della possibilità di immaginare, costruire, organizzare il tuo futuro fuori dal ricatto costante del profitto e del comando. Leggi il seguito di questo post »


“La Sinstra, L’Arcobaleno” Il logo di Prc, Sd, Verdi, Pdci

Dicembre 7, 2007

1

Il simbolo elettorale della SINISTRA.

2Visita il sito www.lassemblea.org


APPELLO PER IL MURALES DI GIOIOSA IONICA

Novembre 21, 2007

banSalviamo la memoria della lotta alla ‘ndrangheta

Comitato pro murales teatro Gioiosa


La lotta per la democrazia e i diritti passa anche dalla conservazione dei simboli

1978-2008 - Restauriamo il murales a trent’anni dalla sua creazione per opera degli artisti di Gioiosa Ionica e Milano

Rocco Gatto era un uomo perbene. Era un mugnaio calabrese, testardo e comunista, con la passione degli orologi e quasi un’ossessione per l’onesta. Rocco Gatto si ribellava ai soprusi, non pagava il pizzo e denunciava i mafiosi. La ‘ndrangheta l’ha ammazzato il 12 marzo 1977.

Visita il sito daSud e firma l’appello


Il mondo capovolto

Novembre 13, 2007

foto di Daniele Luttazzi*
Il programma di governo a pagina 77 prevedeva una commissione parlamentare di inchiesta sul G8 di Genova per indagare «sull’utilizzo di forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate». E così l’altro ieri Udeur, Italia dei valori e socialisti hanno fatto saltare tutto quanto. All’epoca la relazione sui fatti del governo Berlusconi fu vergognosa: omissioni, reticenze, falsità e questo solo nella rilegatura. Rivelazioni interessanti ad esempio quella sui poliziotti travestiti da black bloc che spaccavano poliziotti travestiti da vetrine, mancava invece quella su poliziotti travestiti da poliziotti che picchiavano pacifisti vestiti da pacifisti. La settimana scorsa l’avvocatura dello stato ha chiesto due milioni e mezzo di euro per danni all’immagine dello stato: la macelleria messicana della scuola Diaz, le torture a Bolzaneto, l’assalto al corteo autorizzato di via Tolemaide, l’uccisione di Carlo Giuliani, la sospensione di fatto della democrazia, la più alta violazione diritti umani dal dopoguerra, come denunciato da Amnesty. Ah no scusate! Si riferivano ai danni attribuiti a 25 manifestanti. Come se non bastasse se verrà approvato il pacchetto sicurezza un venditore di borsette false rischierà 24 mesi di carcere, un agente torturatore di Bolzaneto rischierà addirittura la promozione… già fatto? Ah già fatto. Certo, anche il movimento no global ha commesso i suoi errori. Ad esempio vestirsi con le tute bianche, un errore gravissimo. Bisognava andare a Genova vestiti da vescovi. Oggi avremmo ore e ore di filmati con i poliziotti che manganellano vescovi, che come messaggio antiglobal è anche più forte, visto che la chiesa come si sa è la prima vera multinazionale.

Il prossimo 17 novembre tutti a Genova.

* Questo testo è tratto dalla nuova trasmissione del comico, Decameron, andata in onda su La7.

 

fonte: sito nazionale GC

 



Perchè andare alla Locanda dei Girasoli?

Novembre 13, 2007

fotoSe siete a Roma e/o avete amici in zona..fate circolare queststo avviso!
E’ per una buona causa!IMPORTANTE.
La Locanda dei Girasoli gestita dai ragazzi Down rischia la chiusura. A Roma c’è un ristorante la Locanda dei Girasoli. E’ nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana che già oggi ci lavorano come camerieri. Purtroppo non è in una via molto frequentata di Roma (in zona Quadraro) ed è molto difficile farlo conoscere. Però se non riusciamo a farlo in fretta, le prospettive non sono molto allegre. La pizza è buona, il locale è carino ed economico e vale la pena di dar loro una mano, non vi pare? Un primo aiuto può essere far girare questo messaggio tra il maggior numero di amici possibile; se poi conoscete persone o uffici nella zona Appio-Tuscolano o se avete un amico giornalista che può pubblicizzare la loro esperienza, ancora meglio.
grazie
Locanda dei Girasoli Via dei Sulpici 117
tel 06/7610194
info@lalocandadeigirasoli.it
PER SAPERNE DI PIU’ CLICCA SUL COLLEGAMENTO
http://www.lalocandadeigirasoli.it/


Cominciamo subito - L’appello della campagna

Novembre 9, 2007

nucl.La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. Scritto da Comitato Promotore e pubblicato il 25-07-2007La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale. In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure. I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale. Cominciamo da qui. Cominciamo da noi. Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.

 

Per aderire all’appello


Genova 17 Novembre manifestazione nazionale

Novembre 9, 2007

manifst.Genova libera. Ancora. Manifestazione nazionale 17 novembre. Entro dicembre verranno chiusi due procedimenti giudiziari che riguardano la nostra storia e la stagione dei movimenti che abbiamo conosciuto e animato in questi anni. Verranno pronunciate le sentenze per i processi ai 25 manifestanti indagati per le vicende del G8 e per gli inquisiti di Cosenza per il “sud ribelle”. Le richieste di condanne sono pesantissime, così come il reato che viene contestato: devastazione e saccheggio. Non possiamo accettare che la nostra storia, la storia di quelle giornate venga riscritta in tribunale, ricostruita ad hoc dalla magistratura e dalla destra per coprire le responsabilità delle forze dell’ordine che picchiarono, torturarono, spararono e uccisero. Rivendicare la nostra storia vuol dire non accettare che 25 persone finiscano in carcere per un totale di 225 anni. Rivendicare la nostra storia, via tolemaide e le giornate di Genova, vuol dire tornare a chiedere verità a giustizia e ribadire la necessità della commissione d’inchiesta. Lo faremo, a Genova, il 17 novembre. Stiamo costruendo, insieme a tanti soggetti della sinistra, una manifestazione nazionale per impedire che venga processata   riscritta in un’aula di tribunale una pagina di storia così importante e drammatica per la nostra generazione, per tutti. Non accetteremo che l’assurda accusa di devastazione e saccheggio segni la fine delle pratiche di opposizione ai potenti e limiti la libertà di movimento per gli anni a venire. Il corteo partirà alle ore 16 dalla comunità di Don Gallo di San Benedetto, a pochi metri dalla stazione Fs di Genova Principe. E’ importante costruire una partecipazione allargata e ampia fra tutti i soggetti con cui costruimmo le giornate di Genova. Abbiamo preparato manifesti con soggetti diversi, che saranno pronti nelle prossime ore e che verranno stampati (per motivi di tempo) per il centro nord. Le preview sono già disponibili sul nostro sito. Le federazioni che vogliono provvedere a stampare i file possono richiederli con una mail skandal@giovanicomunisti.it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo <!– document.write(
Per preparare e organizzare la partecipazione dei compagni e delle compagne al corteo potete fare riferimento ad Andrea al numero 3346065556.

Torniamo a Genova il 17 novembre.
Per Carlo, per la liberazione dei 25, per noi.
Perché la nostra storia non si processa.