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	<title>GIOVANI COMUNISTI</title>
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		<title>GIOVANI COMUNISTI</title>
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		<title>Che ruolo abbiamo oggi nella società?una importante sfida.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 19:03:16 +0000</pubDate>
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di Di Cello Raffaele
Si dice spesso, tra noi giovani, che la Politica non si occupa a sufficienza di noi, ma noi giovani ci occupiamo abbastanza di politica? Quante volte si sente dire “a me la po litica non interessa” oppure “non ho tempo per la politica” oppure “di politica non ne so niente”,ma perché no [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=113&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" src="http://raffaeledicello.rafanto.net/wp-content/uploads/2008/10/100_4378.jpg" alt="" width="139" height="183" /></p>
<p><strong>di Di Cello Raffaele</strong><br />
Si dice spesso, tra noi giovani, che la Politica non si occupa a sufficienza di noi, ma noi giovani ci occupiamo abbastanza di politica? Quante volte si sente dire “a me la po litica non interessa” oppure “non ho tempo per la politica” oppure “di politica non ne so niente”,ma perché no n ci si ferma a riflettere, <span> </span>cercando di capire che è la politica ad influenzare la nostra esistenza e il nostro futuro, il nostro<span> </span>essere studenti,<span> </span>il nostro essere lavoratori il nostro essere cittadini e persone. Come giovani comunisti dobbiamo cercare di comprendere quali sono le cause che oggi portano i nostri coetanei e non solo, ad allontanarsi dal mondo della politica e dalle lotte sociali che possono ancora salvare il nostro futuro. Solo capendo in pieno queste cause possiamo progettare un futuro per il nostro partito. Negli anni 50 e 60 forse ci si interessava di più alla politica. <span id="more-113"></span>Nel periodo della ricostruzione, dopo le due catastrofiche guerre, nel periodo del grande boom economico, lo strumento attraverso il quale si poteva partecipare al mutamento del paese, uscito da una feroce dittatura, erano proprio i partiti a cui i giovani si avvicinavano attraverso le sezioni sparse per ogni paese, dalle grandi città ai piccoli comuni. I partiti erano luoghi dove si discuteva, si cresceva, si formavano le idee, si pensava e si agiva. I primi segnali del mutato rapporto tra giovani e politica però affiorano già <span> </span>alla fine degli anni Sessanta. I partiti sono considera</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">ti troppo monolitici, troppo lenti nel recepire gli stimoli delle nuove generazioni, i giovani non si sentono più partecipi del cambiamento, sono esclusi dalle decisioni importanti e che riguardano il loro futuro, non sono capiti. E’ la politica stessa a far allontanare i giovani dalla militanza nei partiti. L&#8217;interesse per la politica resta però altissimo, anzi cresce. Il &#8216;68 ed i movimenti degli anni immediatamente successivi rappresentano il tentativo di esprimersi in modo più diretto ed efficace, meno irreggimentato nella disciplina delle organizzazioni politiche tr</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">adizionali, che sembrano già fallite. Si sente già quella perdita di collegamento tra rappresentanti e rappresentati e quindi si cercano forme alternative di espressione. Assemblee infuocate, occupazioni e cortei diventano il luogo della partecipazione alla costruzione del proprio futuro. Nascono alcuni movimenti giovanili e femministi. <span> </span>Poi, però, tutto si ferma. La difficoltà di ottenere risultati tangibili e la cappa pesantissima del terrorismo, contribuiscono a far rientrare nei ranghi milioni di giovani. Per descrivere il loro rapido allontanamento dalla politica, nei primi anni Ottanta, viene addirittura coniato un termine nuovo: &#8220;riflusso&#8221;. La sfera pubblica viene completamente abbandonata e gli interessi </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">si concentrano sulla vita privata. Nessuno pensa più a cambiare il mondo, ma a studiare, lavorare, far carriera. E’ il nuovo mondo della politica e la concezione capitalistica della società, che porta ad avere una concezione individualistica del mondo che ci circonda. Obiettivo diventa distruggere la conoscenza, le idee, la coscienza collettiva e per far ciò si mettono in atto tutti gli strumenti che il mondo capitalistico offre, media disinformatori, precari</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">ato, sfruttamento salariale, consumismo ecc. Il Capitalismo ci rende “socialmente ed economicamente precari”, individualisti. Questo porta all’ allontanamento dalle forme di associazionismo politico, elemento di disturbo per lo sviluppo neoliberista e fa spostare l’area di interesse in forme di associazionismo strettamente e rigorosamente ludiche; l’importante è non parlare di politica e visioni alternative del mondo. Anche le associazioni di volontaria</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">to </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">nate dal grande moto giovanile del &#8216;68, che sembrava dover trasformare la società costituita in una organizzazione basata più su ideali di cooperazione reciproca che sul profitto capitalistico negli ultimi anni registrano sempre di più un calo di partecipazione, per non parlare delle associazioni sindacali. I motivi di tutto ciò non sono molto chiari e identificabili ma è importante capirle per il nostro agire politico. Forse la rinuncia ad ogni tentativo di cambiare lo status sociale? Lo scarso ricambio generazionale? La perdita di certi valori etici, religiosi o laici? O, più semplicemente, un cambiamento di rotta nei costumi, nell&#8217;educazione e nella mentalità dei giovani?<br />
Certo è che la condizione attuale della società, tutta improntata sul profitto economico e sull&#8217;affe</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">rmazione individuale, <strong>non favorisce molto la cultura della fratellanza</strong>. C&#8217;è da chiedersi che tipo di valori morali può offrire una società che punta solo sull&#8217;individualità, sull&#8217;esteriorità e non sulla solidarietà e sul rispetto per gli altri, per i più deboli e svantaggiati. E’ ora di riflettere, e cercare di capire quale ruolo possiamo avere o dobbiamo avere. Comprendere a pieno le cause che hanno portato all’indebolimento dei valori sociali negli anni, e all’accettazione incondizionata di tutto ciò che il mercato capitalista ci offre. Senza ribellarci. Possibile che non ci interessa il nostro futuro e quello dei nostri figli. Su questo tutti i giovani devono riflettere e ancor di più noi che militiamo in un partito. <span> </span>L’essere<span> </span>forza extra-parlamentare<span> </span>può darci la possibilità di riflettere e iniziare a progettare il futuro del nostro part</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">ito.<span> </span>Oggi più che mai si rende necessaria una fase di riorganizzazione del nostro partito e quindi anche del nostro movimento dei giovani comunisti. E’ il momento di capire e sperimentare nuove forme di fare politica. Utilizzare nuovi strumenti, nuove metodologie di dottrina politica, nuove forme di comunicazione. Come si è a lungo riflettuto anche durante <span> </span>lo scorso congresso nazionale siamo consapevoli dei limiti della forma-partito e le difficoltà della fase apertasi dopo la sconfitta elettorale, ma proprio per questo dobbiamo cercare tutti insieme di sperimentare forme nuove di politica che però facessero riflettere i giovani sull’importanza della politica e far riscoprire la bellezza della militanza e della conoscenza critica. Come giovani comunisti il nostro impegno ora è quello di creare un movimento radicato nella società e nei territori; capace di organizzare lotte e vertenze e di praticare forme di mutualismo nello spazio della quotidianità; autonomo dalle ideologie dominanti, aperto alla relazione con la realtà sociale e interno alle reti di movimento. Dobbiamo ritornare alla forma di Partito-Comunità,<span> </span>una immensa comunità, un paese Partito che si estende</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">va in tutto il paese Italia. La nostra sfida oggi è quella di far ritornare i giovani a fare politica e lottare per un mondo nuovo e per i nostri diritti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">Di C</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:normal;"><span style="font-family:&quot;">ello Raffaele</span></p>
<p><span style="font-size:11pt;line-height:115%;font-family:&quot;">Segreteria Provinciale dei Giovani Comunisti</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/113/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=113&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Trecento piazze contro il carovita</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Care compagn e, cari compagni, vi proponiamo di ripetere l’iniziativa nazionale del 25 ottobre scorso delle cento piazze contro il carovita, che ha registrato un significativo riscontro di mobilitazione, rilanciando il nostro obiettivo a trecento piazze in tutta Italia per il 15 e il 16 novembre prossimi.Dopo lo straordinario successo delle cento piazze del 25 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=92&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" src="http://canali.kataweb.it/UserFiles/Image/consumi/portafoglio.jpg" alt="" width="173" height="128" />Care compagn e, cari compagni, vi proponiamo di ripetere l’iniziativa nazionale del 25 ottobre scorso delle cento piazze contro il carovita, che ha registrato un significativo riscontro di mobilitazione, rilanciando il nostro obiettivo a trecento piazze in tutta Italia per il 15 e il 16 novembre prossimi.Dopo lo straordinario successo delle cento piazze del 25 ottobre scorso, infatti, durante le quali migliaia di volantini sono stati distribuiti, centinaia le firme per il referendum contro il Lodo Alfano raccolte, dopo che in molte di esse abbiamo distribuite pane ad un euro al kg, nel pieno della mobilitazione e della lotta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini, ci sembra che la presenza del nostro Partito nelle piazze, nelle mobilitazioni e tra la gente sia più che mai importante e necessaria. Mettiamo in campo, quindi, per il 15 e il 16 novembre, in trecento piazze d’Italia, volantinaggi, banchetti e comizi ‘volanti’. Comunicateci, dunque, tutte le iniziative a <span style="text-decoration:underline;">organizzazione.prc@rifondazione.it</span> <span style="text-decoration:underline;">entro</span> <span style="text-decoration:underline;">mercoledì 12 novembre alle ore 12.00</span>, per la pubblicazione del paginone riepilogativo di tutte le iniziative su Liberazione.</span></p>
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	</item>
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		<title>Il Piano territoriale di coordinamento</title>
		<link>http://giovanicomunisticz.wordpress.com/2008/11/11/il-piano-territoriale-di-coordinamento/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il territorio per noi è il luogo naturale dove ricomporre il senso di una ritrovata comunità in un’azione collettiva a partire dalla sua salvaguardia. Esso deve essere inteso come patrimonio di beni e risorse materiali ed immateriali da tutelare e valorizzare. Dobbiamo opporci con forza alla proposizione di modelli di sviluppo fondati sulla speculazione territoriale, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=94&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><img class="alignleft" src="http://www.moneyblog.it/wp-content/uploads/2008/07/piano-ammortamento-alla-francese.jpg" alt="" width="194" height="250" />Il territorio per noi è il luogo naturale dove ricomporre il senso di una ritrovata comunità in un’azione collettiva a partire dalla sua salvaguardia. Esso deve essere inteso come patrimonio di beni e risorse materiali ed immateriali da tutelare e valorizzare. Dobbiamo opporci con forza alla proposizione di modelli di sviluppo fondati sulla speculazione territoriale, tanto in termini di urbanizzazione edificatoria quanto di insediamenti produttivi inquinanti o destinati alla grande distribuzione.Avanzeremo proposte per una nuova e migliorata mobilità sostenibile, una riqualificazione e bonifica delle aree periferiche o degradate, contro l’inquinamento ambientale, per migliorare gli indicatori sociali della qualità della vita delle nostre<span> </span>comunità. </span><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Per<span> </span>pervenire<span> </span>alla<span> </span>rapida<span> </span>e, soprattutto, positiva<span> </span>e<span> </span>valida<span> </span>definizione<span> </span>del<span> </span>Piano<span> </span>territoriale<span> </span>di<span> </span>Coordinamento, bisogna<span> </span>sostenere<span> </span>il<span> </span>percorso<span> </span>individuato<span> </span>dal<span> </span>Prof. Cervellati<span> </span>cui<span> </span>l’Amministrazione<span> </span>provinciale<span> </span>ha<span> </span>conferito<span> </span>l’incarico<span> </span>della<span> </span>sua<span> </span>elaborazione.<span id="more-94"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Il<span> </span>Piano<span> </span>deve<span> </span>prevedere<span> </span>la<span> </span>valorizzazione<span> </span>di<span> </span>tutta<span> </span>l’area<span> </span>provinciale, assecondare<span> </span>le<span> </span>diverse<span> </span>vocazioni<span> </span>per<span> </span>la<span> </span>più<span> </span>produttiva<span> </span>utilizzazione<span> </span>delle<span> </span>loro<span> </span>risorse<span> </span>naturali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">E’<span> </span>importante<span> </span>prevedere<span> </span>una<span> </span>efficiente<span> </span>rete<span> </span>di<span> </span>infrastrutture<span> </span>e<span> </span>di<span> </span>servizi<span> </span>per<span> </span>il<span> </span>territorio,<span> </span>delineare<span> </span>le<span> </span>zone<span> </span>per<span> </span>insediamenti<span> </span>turistici<span> </span>e<span> </span>industriali,<span> </span>esaltare<span> </span>le<span> </span>aree<span> </span>già<span> </span>interessati<span> </span>da<span> </span>interventi<span> </span>quali<span> </span>la<span> </span>costa<span> </span>Jonica<span> </span>e<span> </span>l’arco<span> </span>Tirrenico<span> </span>della<span> </span>provincia<span> </span>per<span> </span>ciò<span> </span>che<span> </span>attiene<span> </span>il<span> </span>turismo<span> </span>e<span> </span>l’area<span> </span>industriale<span> </span>di<span> </span>Lamezia<span> </span>Terme.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Ruolo importante<span> </span>e<span> </span>decisivo<span> </span>per<span> </span>lo<span> </span>sviluppo<span> </span>del<span> </span>territorio<span> </span>provinciale<span> </span>e<span> </span>per<span> </span>il<span> </span>pieno<span> </span>svolgimento<span> </span>del<span> </span>ruolo<span> </span>regionale, è<span> </span>rappresentato<span> </span>dall’area<span> </span>centrale<span> </span>Jonio – Tirreno<span> </span>altrimenti<span> </span>definito<span> </span>“istmo<span> </span>Lamezia<span> </span>-<span> </span>Catanzaro “.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">IL GOVERNO DEL TERRITORIO, OBIETTIVO CONSUMO ZERO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Non si può prescindere da una forte azione pubblica nel governo del territorio. Contrariamente allo slogan “padroni in casa nostra” occorre un grande sforzo per costruire una visione collettiva del luogo in cui viviamo, costruendo processi partecipati per la formazione degli strumenti di pianificazione. La carenza strutturale di iniziative pubbliche nel settore della casa ha contribuito a considerare il problema della casa come una questione privata, individuale, alimentando così la rendita immobiliare, oltre che contribuire a determinare la scarsa qualità degli insediamenti, dettata da una attenzione dell’abitare riferita esclusivamente alla dimensione domestica. Questo ha prodotto agglomerati dove non esistono luoghi pubblici, spazi comuni, ma dove si esalta l’assoluta indipendenza dell’alloggio, l’uso esclusivo dello spazio aperto; luoghi dove rinchiudersi e disinteressarsi a quanto accade fuori, salvo indignarsi quando si ritiene possa essere coinvolta la propria sfera privata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Occorre proporre un modello diverso, partendo dal riconoscimento del primato del Piano (non è così scontato come può sembrare) e attraverso un approccio capace di riconoscere l’esigenza di strumenti di scala appropriati al fine di superare una concezione di sussidiarietà distorta, spesso banalizzata da una lettura sbagliata della possibilità, prevista dalle Leggi regionali, di autoapprovarsi i Piani: è emblematico l’esempio concreto del Consiglio Comunale del Comune di 2000 abitanti che deve rispondere a 200 osservazioni di privati e poi approvarsi il Piano.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Questa visione risponde sicuramente ad un ruolo che vorrebbe rafforzare gli enti locali ma che nella realtà li indebolisce. In una situazione in cui i Comuni approvano dei bilanci che si reggono praticamente in maniera esclusiva su oneri di urbanizzazione e ICI, questo spesso crea una situazione di svendita del territorio. Questo risulta ancor più evidente per le realtà più piccole, poco organizzate e economicamente deboli,<span> </span>che spesso sono costrette a subire forme di razzismo territoriale: pur di far quadrare i conti<span> </span>portano a casa iniziative che comuni più robusti si sono permessi di poter rifiutare, o molto più spesso in virtù di particolari localizzazioni, magari lungo le direttrici infrastrutturali, individuano previsioni assolutamente insostenibili per quella realtà. Anche il coinvolgimento dei cittadini nelle necessarie attività di partecipazione risulterebbe falsata, quando la realizzazione della nuova scuola materna dipende dalla previsione della nuova area artigianale!<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">L’alternativa può essere rappresentata da quella che viene definita Sussidiarietà responsabile, che necessita di quadri di riferimento più ampi dei confini comunali per costruire delle politiche di sviluppo realmente sostenibili, anche e soprattutto in termini sociali,<span> </span>capaci di leggere le caratteristiche dei territori e individuarne le vocazioni, organizzarne i servizi, disegnarne l’assetto. Occorrono degli strumenti capaci di creare le opportunità affinché Sindaci, magari divisi da storici campanilismi, inaspriti dai fenomeni che prima si citavano, concordino sull’esigenza di una regia strategica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Lo strumento del PTCP provinciale può utilmente muovere in questa direzione e gli obbiettivi indicati vanno perseguiti anche con strumenti che affiancano le tipiche discipline urbanistiche, ad esempio capaci di imporre fiscalità di agglomerato, così da eliminare quella competizione fra comuni assolutamente dannosa e poter contare su previsioni di localizzazione fondate sull’inserimento ottimale e non sull’esigenza, comprensibile, di chi deve chiudere il bilancio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Questa non rappresenterebbe una risposta risolutiva rispetto al problema della insufficienza di risorse che gli enti locali hanno a disposizione, che richiede anche altri impegni; quindi un confronto programmatico deve partire dalla convinzione che non si può utilizzare il territorio per fare cassa, e che occorre impegnarsi<span> </span>seriamente e concretamente per ridurne i consumi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">I Piani dei comuni, riconoscendo centralità alla sostenibilità ambientale e sociale e l’attenzione nel consumo del territorio, devono partire da un’analisi del fabbisogno particolarmente attento, in particolare per le problematiche di tipo abitativo e residenziale. Questi fabbisogni andranno soddisfatti prioritariamente attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente, mentre eventuali nuove previsioni dovranno rispondere a quei principi di compattazione degli abitati al fine di contrastare lo sprawl, per evitare modelli insediativi dispendiosi sia in termini ambientali che in termini sociali. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Occorre contrastare nuove lottizzazioni e lavorare alla definizione di cinture verdi quali limiti all’espansione urbana, trasformando una linea sulla carta, che se non oggi in futuro rischia di<span> </span>essere scavalcata, in un elemento strutturante del territorio sempre più forte.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Più in generale occorre prestare una particolare attenzione rispetto alle trasformazioni che si andranno a prevedere al fine di garantire un dimensionamento strettamente legato al fabbisogno, consentire trasformazioni ordinate e limitare i consumi di suolo, nell’ottica dell’obiettivo <span>Consumo zero di territorio</span>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">A tal fine è necessario garantire un controllo delle trasformazioni anche alla scala edilizia, attraverso il Regolamento Edilizio che ha lo scopo qualificare e classificare il patrimonio immobiliare per garantire i cittadini acquirenti e al tempo stesso perseguire la sostenibilità ambientale degli interventi. Occorre incentivare l’uso di tecnologie ecocompatibili capaci di migliorare la qualità dell’abitare oltre che ridurre i consumi energetici, idrici etc.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Per garantire una efficace azione di governo del territorio, oltre che l’attività di programmazione e pianificazione, può essere opportuno un coinvolgimento diretto del Pubblico anche con ruoli operativi, questo in particolare per interventi complessi e strategici: iniziative dove è necessario un controllo più spinto, oltre che per l’importanza anche per l’apporto di contributi pubblici che vengono impegnati e che non possono essere finalizzati esclusivamente ad alimentare rendita per i proprietari interessati; ma che devono trovare meccanismi di redistribuzione a favore della collettività. A tali scopi possono essere previste Agenzie, Società di Trasformazione Urbana che possono rappresentare validi surrogati di quella riforma urbanistica progressista che questo Paese continua ad attendere.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Il territorio va poi difeso con una costante opera di manutenzione capace di mantenere efficienti i sistemi di difesa idraulica, di coordinare le competenze e le conoscenze sulla gestione delle opere di bonifica, di difesa delle coste dall’erosione. Queste pretendono una continua manutenzione e la diffusione degli interventi meno impattanti e più efficaci quali ad esempio il progetto di ripascimento con sabbie prelevate da giacimenti geologici ubicati in mare aperto per quanto riguarda l’erosione costiera, e la articolata e complessiva gestione di bacini idrografici con la somma di tanti piccoli interventi poco impattanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">E’ soprattutto tra i beni naturali che ci sono quei beni comuni che per noi vanno maggiormente tutelati e che devono rimanere proprietà pubblica. Questo e’ l’impegno che rinnoviamo nei nostri programmi. Le condizioni economiche che le scelte dei governi precedenti hanno determinato per gli enti locali rischiano di creare nuove condizioni di difficoltà: annunciando che si guidavano i comuni a tagliare le auto blu, si sono in realtà create le condizioni per costringere i comuni alle esternalizzazioni dei servizi, alla vendita del patrimonio, ma anche delle proprietà delle aziende che si occupano di servizi ambientali. Non si e’ trattato di liberalizzazioni ma di costrizione alla privatizzazione che ha portato con sé anche tutto il negativo che la gestione della cosa pubblica fatta da società protese all’utile economico necessariamente comporta. Sono soprattutto questi aspetti negativi quelli sui quali vogliamo concentrare il nostro impegno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;color:#333333;">11.11.08</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;color:#333333;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:297.7pt;text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;color:#333333;">Il Responsabile</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:297.7pt;text-align:center;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;color:#333333;">Pino Commodari</span></p>
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		<title>Fare rete è necessario&#8230;</title>
		<link>http://giovanicomunisticz.wordpress.com/2008/11/04/fare-rete-e-necessario/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 18:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://giovanicomunisticz.files.wordpress.com/2008/11/volantino-8-novembre.jpg"><img class="size-full wp-image-88 alignleft" title="volantino-8-novembre" src="http://giovanicomunisticz.files.wordpress.com/2008/11/volantino-8-novembre.jpg?w=181&#038;h=255" alt="volantino-8-novembre" width="181" height="255" /></a> RIPARTIAMO DAL TERRITORIO, FARE RETE E&#8217; NECESSARIO. Questo è il titolo del prossimo incontro promosso dai giovani comunisti della federazione di Catanzaro che si terrà a Platania l&#8217;8 novembre presso la locale sezione di Rifondaizione. Come scritto nel testo della prima mozione dell&#8217;ultimo congresso  anche noi riteniamo che la ricostruzione della sinistra in Italia  ma anche  nel nostro territorio provinciale implichi l’attivazione di tre processi: il rilancio politico e organizzativo di Rifondazione Comunista; la costruzione della sinistra dal basso; la costruzione dell’opposizione al governo Berlusconi e alla destra arrogante che ormai da troppi anni governa la nostra provincia e molti suoi comuni. Per fare ciò riteniamo importante iniziare a lavorare e creare una rete con tutti i movimenti e le realtà politiche sociali del catanzarese. Dobbiamo essere presente nei movimenti, farne parte ed insieme a loro batterci in difesa del nostro territorio, dei diritti dei lavoratori, dei giovani. Questo incontro interesserà l&#8217;area del Reventino, dove i giovani comunisti già da tempo collaborano con alcune importanti realtà politiche. All&#8217;incontro aderiscono il Collettivo Comunisti Autonomi e l&#8217; Ass. Agorà di Decollatura, il collettivo MartiranoContro di martirano e il Circolo di Rifondazione Comunsita di Platania. Per Maggiori informazioni scriveteci al nostro indirizzo emai, o chiamate al 3348738065.</p>
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	</item>
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		<title>Nuovo libro di Anna Pascuzzo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 16:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 15 Novembre alle ore 17,00 presso la sala concerti  del palazzo comunale di Catanzaro, sarà presentato il secondo romanzo di Anna Pascuzzo dal titolo &#8220;Le  colonne di Emma&#8221;. Presentazione : 					«Immaginate cosa accadrebbe se i preti potessero restare &#8220;incinti&#8221;, beh, in tal caso l&#8217;aborto sarebbe un sacramento. Emblema d&#8217;ironia delicata e pungente, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=84&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.altromondoeditore.com/images/books/libro_318.jpg" alt="" width="120" height="308" />Sabato 15 Novembre alle ore 17,00 presso la sala concerti  del palazzo comunale di Catanzaro, sarà presentato il secondo romanzo di Anna Pascuzzo dal titolo &#8220;Le  colonne di Emma&#8221;.<em><strong> </strong><strong>Presentazione</strong></em> : 					«Immaginate cosa accadrebbe se i preti potessero restare &#8220;incinti&#8221;, beh, in tal caso l&#8217;aborto sarebbe un sacramento. Emblema d&#8217;ironia delicata e pungente, di profondo attaccamento alla vita. Emma, coprotagonista del romanzo, esemplifica il suo agire nel mondo attraverso una quotidiana lotta per i diritti delle donne. Troverà l&#8217;Amore e sarà degna di Lui per sempre. Solo chi è capace di amare sa cogliere il valore della vita. La Pascuzzo conduce in questo libro un&#8217;attenta analisi storica, politica e scientifica sull&#8217;aborto e, di conseguenza, sull&#8217;assoluto valore dell&#8217;amore e della maternità. Solo un essere liberamente desiderato e consapevolmente generato è capace di libertà e di felicità.<span style="font-size:12px;"><span id="more-84"></span><br />
</span></p>
<h4 class="titolo_descrizione">Biografia</h4>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:'Times New Roman';">Anna Pascuzzo è nata a Catanzaro dove tuttora risiede. Laureata in Lettere e Filosofia, fin da adolescente si è occupata di politica e diritti civili. La passione per la lettura e la scrittura ha da sempre divorato la sua anima e impegnato gran parte del suo tempo.<br />
Nel 2005 le è stato assegnato un attestato di benemerenza per la qualificata partecipazione con la lirica &#8220;Che fare?&#8221; al Premio Nazionale di Poesia &#8220;Vivarium&#8221;. Nel 2006 è stata presente alla Fiera Internazionale Del Libro di Torino con il romanzo &#8220;Storia d&#8217;amore, di lotta e libertà&#8221;, nello stesso anno ha scritto e interpretato il testo teatrale &#8220;Contro i diritti negati&#8221;, che è poi diventato una &#8220;lezione/spettacolo&#8221; per le scuole secondarie superiori. Attualmente si occupa di storia del femminismo e &#8220;valore della differenza&#8221;</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=84&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Assemblea Provinciale: Si riparte&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 17:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Si riparte!! Venerd&#8217; 31 ottobre presso la sezione della federazione di Catanzaro del partito della rifondazione comunista si terrà un&#8217;assemblea provinciale dei giovani comunsti. L&#8217;incontro sarà strutturato in due momenti importanti. Una prima parte dell&#8217;incontro sarà dedicata alla riorganizzazione interna del movimento giovanile e sulla organizzazione delle attività da portare avanti nei prossimi mesi. Una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=79&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://giovanicomunisticz.files.wordpress.com/2008/10/manifesto_31_ottobre_volantino.jpg"><img class="size-full wp-image-80 alignleft" title="manifesto_31_ottobre_volantino" src="http://giovanicomunisticz.files.wordpress.com/2008/10/manifesto_31_ottobre_volantino.jpg?w=193&#038;h=239" alt="" width="193" height="239" /></a>Si riparte!! Venerd&#8217; 31 ottobre presso la sezione della federazione di Catanzaro del partito della rifondazione comunista si terrà un&#8217;assemblea provinciale dei giovani comunsti. L&#8217;incontro sarà strutturato in due momenti importanti. Una prima parte dell&#8217;incontro sarà dedicata alla riorganizzazione interna del movimento giovanile e sulla organizzazione delle attività da portare avanti nei prossimi mesi. Una seconda parte, di carattere strettamente politico verterà su diverse questioni sociali: la riforma gelmini, il mondo del lavoro, l&#8217;essere opposizione sociale, la politica locale ed altro. All&#8217;incontro saranno presenti Dattilo Francesco coordiantore provinciale di giovani comunisti e Di Cello Raffaele della segreteria Provinciale. Per ogni informazione contattateci al nostro indirizzo email o al seguente numero di cel 3348738065.</p>
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		<title>Sfidiamo il Pd sul modello sociale.</title>
		<link>http://giovanicomunisticz.wordpress.com/2008/02/10/stiamo-entrando-in-una-nuova-fase-sfidiamo-il-pd-sul-modello-sociale/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 18:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Simbolo, polemiche e confusione di Walter De Cesaris* Occorre affrontare il toro per le corna. Senza opportunismi e senza girare intorno al problema. Primo. La decisione politica di lavorare per la costruzione di una soggettività unitaria e plurale della sinistra e di affrontare la competizione elettorale dando vita a liste unitarie della sinistra non è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=66&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://home.rifondazione.it/xisttest/images/stories/contrassegno.jpg" alt="" width="200" height="200" align="left" />Simbolo, polemiche e confusione di Walter De Cesaris* Occorre affrontare il toro per le corna. Senza opportunismi e senza girare intorno al problema. <strong>Primo</strong>. La decisione politica di lavorare per la costruzione di una soggettività unitaria e plurale della sinistra e di affrontare la competizione elettorale dando vita a liste unitarie della sinistra non è certo un elemento che è stato tenuto nascosto, è stato invece già ampiamente dibattuto, a partire dagli organismi dirigenti. In coerenza con quella discussione, la segreteria del PRC intende proporre che il nostro simbolo elettorale per le prossime elezioni di primavere sia unitario con le altre forze che, assieme a noi, hanno deciso di dare vita alla Sinistra l’Arcobaleno.<span id="more-66"></span><br />
Significa porre il partito di fronte al fatto compiuto e di esautorare i gruppi dirigenti da decisioni assunte fuori da una discussione collettiva? <!--more--><br />
No! Decideranno gli organismi democratici già convocati per pronunciarsi su una proposta di cui il gruppo dirigente nazionale si assume la completa responsabilità e che considera conseguente alle posizioni già assunte dal partito. Opporsi a questa scelta è legittimo, ma per favore non mischiate le carte in tavola. C’è un dissenso nel merito ma la democrazia non c’entra niente. Se ci sarà un’altra maggioranza, se ne prenderà atto e se quella proposta non sarà condivisa, il CPN la cambierà.<br />
Proprio coloro che si ergono a paladini dell’autonomia del partito, perché ne mettono in discussione la sovranità ?</p>
<p><strong>Secondo</strong>. Non bisogna mischiare i piani e confondere il simbolo con il quale ci si presenta alle elezioni con quello del partito. In altre epoche e in altre circostanze, dentro un processo unitario, si è deciso di presentarsi con simboli elettorali differenti. Oggi, questo processo si presenta come una proposta nuova: una costruzione unitaria e plurale in cui partiti, soggettività non organizzate in quella forma, donne e uomini singoli possano condividere un nuovo spazio pubblico della politica.<br />
Dentro questo processo, il punto non è affermare come una litania che i partiti rimangono e, quindi, anche Rifondazione Comunista.<br />
La cosa è il contrario. Rifondazione Comunista, la sua cultura politica, la sua azione, la sua forza, sono essenziali, per l’oggi e per il domani, alla definizione di un profilo generale della sinistra in questo Paese.</p>
<p><strong>Terzo</strong>. E’ per questo motivo che trovo una grave menomazione, anche dal punto di vista della cultura politica, pensare che per il semplice fatto che decidi, nell’autonomia dei tuoi organismi democratici, di presentare un simbolo elettorale differente dal tuo simbolo, questo si tramuta in una sottrazione, quasi nella premessa dello scioglimento. E, allora, via a riparlare di Occhetto, la Bolognina e altre cose del genere. Penso che così si vada completamente fuori dal tema.<br />
A proposito del cretinismo parlamentare, che leggo accusa rivolta al gruppo dirigente, mi sembra questa la massima espressione di tale deviazione, perché identifica il partito con le istituzioni.<br />
Penso, al contrario, che la crisi dei partiti, di cui Rifondazione Comunista non è esente, dipende proprio da questo: dal fare delle elezioni l’alfa e l’omega della propria vita.<br />
Per me è questa la rivoluzione copernicana che dobbiamo fare.<br />
Il 90% delle riunioni hanno come oggetto o vanno a finire al tema del governo (locale, regionale, nazionale) o al tema del rapporto con le istituzioni.<br />
Il fare società, lo affermiamo nei documenti e poi è lettera morta.<br />
Questo va cambiato: questo è il tema fondamentale dell’innovazione che abbiamo discusso a Carrara.</p>
<p><strong>Quarto</strong>. Se diciamo che è esaurito un itero ciclo politico, quello dell’Unione, la cosa non è senza conseguenze. Cambia tutto, cambia anche la nostra collocazione e la prospettiva. Si entra, cioè, in una nuova fase.<br />
In termini differenti sicuramente, ma è come il 1998. Una cesura netta, un taglio con il passato, un salto sono necessari.<br />
Una nuova linea, non può prescindere da un bilancio franco sui risultati ottenuti.<br />
Se è fallito il governo dell’Unione, non possiamo non riconoscere che, dentro quel quadro, vi è anche un nostro specifico insuccesso.<br />
Non credo che i gruppi dirigenti si salvino affermando che si procede lungo una linea retta e che cambia tutto senza cambiare nulla.<br />
Ma oggi, siamo decisamente dentro questa nuova collocazione. Come non vederla ? Il punto di svolta è l’autonomia. La sinistra si presenta da sola alle elezioni.. Non è un limite, è una occasione. Abbiamo detto, infatti, sfida per l’egemonia con il PD sul modello di società. Bene, dopo averlo detto, ora facciamolo.<br />
*coordinatore segreteria nazionale Prc</p>
<p>Liberazione 08/02/08</p>
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		<title>Difendiamo il diritto a voler cambiare il mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 16:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese. La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=65&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://gc.rifondagenova.net/images//cosenza%2B2febb_.jpg" alt="" width="222" height="312" align="left" />Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese. La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto. Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto &#8220;sovvertire violentemente l´ordine economico costituito nello stato&#8221; per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001. Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 23 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.<span id="more-65"></span></p>
<p>Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l&#8217;accusa di &#8220;devastazione e saccheggio&#8221;.</p>
<p>Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell´ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.<!--more--></p>
<p>Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L´omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime</p>
<p>Ancora una volta c´è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche -nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un &#8220;un altro mondo possibile&#8221;.</p>
<p>Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L´attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.</p>
<p>Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l´iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.</p>
<p>Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.</p>
<p>E´ tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d´Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.</p>
<p>Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio*</p>
<p>Per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili</p>
<p>DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO<br />
Le adesioni collettive e individuali vanno inviate a: &lt;!&#8211; var prefix = &#8216;ma&#8217; + &#8216;il&#8217; + &#8216;to&#8217;; var path = &#8216;hr&#8217; + &#8216;ef&#8217; + &#8216;=&#8217;; var addy56512 = &#8216;liberitutti&#8217; + &#8216;@&#8217;; addy56512 = addy56512 + &#8216;inventati&#8217; + &#8216;.&#8217; + &#8216;org&#8217;; var addy_text56512 = &#8216;liberitutti&#8217; + &#8216;@&#8217; + &#8216;inventati&#8217; + &#8216;.&#8217; + &#8216;org&#8217;; document.write( &#8221; ); document.write( addy_text56512 ); document.write( &#8221; ); //&#8211;&gt;\n <a href="mailto:liberitutti@inventati.org">liberitutti@inventati.org</a> &lt;!&#8211; document.write( &#8216;<span>&#8216; ); //&#8211;&gt; <span style="display:none;">Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo &lt;!&#8211; document.write( &#8221; ); //&#8211;&gt; </span><br />
Contatto stampa: 334.3051746 – <a href="http://www.cosenza2febbraio.org/">www.cosenza2febbraio.org</a></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanicomunisticz.wordpress.com/65/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=65&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>PER LA DIFESA DELLA PIANA DI GIOIA TAURO</title>
		<link>http://giovanicomunisticz.wordpress.com/2007/12/08/il-22-dicembre-sciopero-generale-per-la-difesa-della-piana-di-gioia-tauro/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 11:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ Dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 22 dicembre 1985, il 97 per cento dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone. La realizzazione di quest’opera, fortemente voluta dalle solite lobbies affaristico-politico-criminali, avrebbe significato la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=62&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:2xljYm0gu_BvqM:http://www.oculus.it/wiki/images/Noinceneritore.jpg" alt="" width="132" height="130" align="left" /> Dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 22 dicembre 1985, il 97 per cento dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone. La realizzazione di quest’opera, fortemente voluta dalle solite lobbies affaristico-politico-criminali, avrebbe significato la morte di quest’area. A distanza di 22 anni, la Piana si ritrova a dover affrontare gli stessi nemici! Quelli che oggi come ieri la vorrebbero condannare a non avere un futuro! La scarsissima attenzione da parte della classe dirigente calabrese alle problematiche ambientali e sociali, la presenza di una imprenditoria attratta soltanto dai finanziamenti pubblici, la compresenza di un’economia criminale diffusa e spesso collusa con la classe dirigente, una richiesta assillante di lavoro in una terra i cui abitanti sono tornati ad emigrare, hanno favorito la svendita di larghe fette di territorio con il fine di impiantare cicli produttivi inquinanti. Queste imposizioni, contrastate giustamente dalla popolazione, hanno trasformato la Piana in una pattumiera, con impianti buoni solo a massimizzare i profitti delle multinazionali.<span id="more-62"></span></p>
<p>Paradigma di questa logica è la centrale turbogas di Rizziconi, di proprietà del Gruppo EGL, la multinazionale svizzera dell’energia che detiene, tra l’altro, il 21% delle quote azionarie della Ratia, la società che vuole trasformare la ex-Liquichimica di Saline Joniche in una centrale a carbone “pulito”. La centrale turbogas dovrebbe entrare in funzione nei prossimi mesi, nonostante abbia ricevuto un parere negativo dalla Commissione VIA regionale in quanto “non apporta modifiche al livello occupazionale dell’area interessata” e “la mancata realizzazione della centrale non comporta e non comporterà un deficit di produzione di energia elettrica, rispetto alla richiesta sulla rete regionale interna”. Il Ministro all’Ambiente non solo non ha tenuto conto di questo parere, ma ha addirittura autorizzato altre due centrali a San Ferdinando e Gioia Tauro. E poi ancora il Gruppo Sensi, il Gruppo Belleli, lride SpA e Sorgenia di De Benedetti, coinvolti nella realizzazione di un rigassificatore all’interno dell’area portuale. Certamente queste società avranno del gas a basso costo per le loro centrali, come previsto negli accordi, però gli alti rischi derivanti dalla presenza dell’impianto ricadranno interamente sulle popolazioni locali.</p>
<p>Ma la Piana di Gioia Tauro è soprattutto la gigantesca discarica della Calabria, come ha stabilito l’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale: questo meccanismo perverso, capace di passare sopra non soltanto le nostre teste, ma sulle stesse leggi dello Stato, imponendo a Gioia Tauro la costruzione di un inceneritore e, successivamente, del suo raddoppio. Saranno così bruciate 240.000 tonnellate annue di rifiuti &#8220;normali&#8221; più 30.000 speciali, causando l’emissione di diossine, di nanoparticelle, di ossidi di azoto, di monossido di carbonio, di sostanze che, respirate o ingerite attraverso gli alimenti, sono causa di tumori, leucemie, malformazioni al feto e tante altre patologie che si stanno diffondendo ed intensificando sempre più tra la popolazione della Piana.</p>
<p>A questo si aggiunge la costante necessità di alimentare le fornaci dell’inceneritore, da qui i pericoli delle discariche di rifiuti “tal quali” e delle scorie dell’incenerimento, residui tossici il cui smaltimento è costosissimo.</p>
<p>Il Commissariamento è un’esperienza piena di ombre, e in tal senso basti ricordare quanto affermato sia dal Pubblico Ministero De Magistris nell’ambito dell’inchiesta Poseidone, sia dall’ex Commissario, il Prefetto Antonio Ruggiero, sia dalla stessa Corte dei Conti. Milioni di euro di debiti ed altrettanti “scomparsi”, dipendenti fantasma, concessioni pilotate, manutenzioni costosissime ma inefficaci, interessi e cointeressi con le stesse società appaltanti.</p>
<p>Al danno la beffa! Secondo la Veolia, la multinazionale francese leader mondiale nel settore dei servizi ambientali, “padrona” dell’acqua calabrese e proprietaria di fatto dell’inceneritore, saremmo noi, con le nostre denunce, ad avere interessi nascosti e poco puliti.</p>
<ul>
<li>Per contrastare queste devastazioni e per difendere la salute, i territori, i beni comuni</li>
<li>Per costruire un modello alternativo a questo sviluppo che ci vogliono imporre, basato sul protagonismo popolare e la democrazia dal basso</li>
<li>Per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e rispettose dell&#8217;ambiente</li>
<li>Per pretendere assolutamente uno studio di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) ed una valutazione ambientale strategica (V.A.S.) su tutta la Piana di Gioia Tauro al fine di verificare la sostenibilità ambientale di tutto il territorio, rispetto al funzionamento di tutti gli impianti già esistenti, in costruzione o previsti nella Piana di Gioia Tauro</li>
<li>Per ottenere la moratoria sulla realizzazione del raddoppio dell’inceneritore e delle nuove centrali turbogas, rivedendo il Piano Regionale energetico e quello dei rifiuti, verificando dal punto di vista medico e tecnico-scientifico i rischi ambientali e tenendo realmente conto del parere e delle istanze avanzate dai comitati e movimenti sorti a tutela del territorio, dell’ambiente e della salute pubblica dei cittadini</li>
<li>Per chiedere la fine di tutti i conflitti di interesse in materia ambientale tra chi gestisce inceneritori bruciando rifiuti e chi dovrebbe disincentivare tale politica attraverso la raccolta differenziata e la promozione del riuso e del riciclo</li>
<li>Per respingere con forza l’idea che la Piana divenga la più grande pattumiera d’Italia, quando questo territorio, attraverso il suo grande porto, l’area industriale e il sistema agro-alimentare potrebbe esprimere enormi opportunità occupazionali e di crescita economica per l’intera Calabria</li>
</ul>
<p align="center"><strong>PER TUTTE QUESTE RAGIONI</strong></p>
<p>abbiamo indetto uno sciopero generale ed una manifestazione nazionale a Gioia Tauro, il prossimo 22 dicembre 2007, seguendo un simbolico fil rouge che lega questa lotta a quella battaglia iniziata trent’anni fa per difendere la Piana.</p>
<p>Nell’affermare il diritto a difendere lo nostra terra, facciamo appello a tutte le forze sociali, ai movimenti, alle comunità resistenti, ai comitati ed alle realtà di base, alle reti nazionali, all’associazionismo, al comparto agricolo, al mondo del lavoro, ai precari, ai disoccupati, al mondo studentesco, a tutte e tutti, per rafforzare questa battaglia di dignità e costruire questa mobilitazione.</p>
<p align="center"><strong>‘a terra nosta nun s’adda tuccà!</strong><br />
<a href="http://www.mdtcalabria.org/"></a></p>
<p>Visita il sito <a href="http://www.mdtcalabria.org/">www.mdtcalabria.org</a></p>
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		<title>Appello per gli Stati Generali:Giovani Comuniste/i, FGCI, Giovani Verdi, Giovani di SD</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 02:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanicomunisticatanzaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo ragazzi e ragazze di quella che è stata chiamata `Generazione X´, cresciuta con la &#8220;crisi della politica&#8221;, il crollo delle ideologie, il pensiero unico e la fine della storia. Nei movimenti globali, ecologisti e pacifisti di inizio millennio abbiamo ritrovato una nostra mutevole identità ed in questi anni non ci siamo rassegnati a delegare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanicomunisticz.wordpress.com&blog=1784125&post=60&subd=giovanicomunisticz&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://gc.rifondagenova.net/images/genova2001.jpg" alt="foto" align="left" height="153" width="198" />Siamo ragazzi e ragazze di quella che è stata chiamata `Generazione X´, cresciuta con la &#8220;crisi della politica&#8221;, il crollo delle ideologie, il pensiero unico e la fine della storia. Nei movimenti globali, ecologisti e pacifisti di inizio millennio abbiamo ritrovato una nostra mutevole identità ed in questi anni non ci siamo rassegnati a delegare ad altri la nostra passione ed iniziativa politica.Siamo una generazione che vive oggi sulla propria pelle la crisi verticale del nesso lavoro-cittadinanza costruita attraverso il paradigma della precarietà come condizione legata non solo alla dimensione professionale e del contratto di lavoro, ma come dimensione esistenziale generale, e che riguarda la casa come l´istruzione, la mobilità come l´accesso a saperi e cultura, la libertà di scegliere liberamente sulla tua vita, di seguire i tuoi orientamenti sessuali. come la promessa di un avvenire di guerra, cambiamenti climatici ed instabilità globale. La precarietà diviene allora il furto più terribile che si possa fare ad un giovane: il furto della possibilità di immaginare, costruire, organizzare il tuo futuro fuori dal ricatto costante del profitto e del comando.<span id="more-60"></span></p>
<p>E´ una condizione che può essere rappresentata, narrata solo da chi la vive sulla propria pelle e &#8211; come tale &#8211; spesso invisibile alla sfera della politica e dei diritti sindacali. E´ una condizione che pone alla politica domande nuove, che vivono dentro una società profondamente mutata: diritto alla continuità di reddito ed alla formazione permanente garantita e retribuita, accesso a saperi, conoscenze e cultura, al credito, il diritto all´abitare, a vivere in una società non prigioniera delle mafie e della criminalità organizzata&#8230; Domande e temi nuovi che devono avere piena cittadinanza nell´assemblea di sabato e domenica attraverso la partecipazione delle giovani generazioni, un tema a cui, ci pare, non si è data adeguata attenzione. Ci chiediamo, insomma, come si possa immaginare una sinistra nuova senza mettere al centro i soggetti che più inverano le condizioni materiali di vita di una società rinnovata, giovani, donne e migranti in primis. Non si può fare a meno di credere, ci pare, che una politica di trasformazione e cambiamento abbia bisogno oggi di farsi percorso di liberazione in primo luogo per tutti questi soggetti.</p>
<p>E´ per questo che la crisi della politica riguarda più di altri le giovani generazioni, ormai incapaci di credere che la politica possa determinare significativi mutamenti nelle loro condizioni di vita e di lavoro. Al centro di questo processo vi è &#8211; tra l´altro &#8211; quella che chiamiamo &#8220;privatizzazione della politica&#8221; ad opera dei gruppi dirigenti di troppe forze politiche, tendenzialmente bianchi, anziani, maschi.</p>
<p>La società italiana è oggi tra le più gerontocratiche del pianeta: esclude, perimetra, mortifica nell´università come nella ricerca, nell´impresa come nel pubblico impiego. Questo fenomeno è tanto più grave se avviene, come in realtà è, nel campo della politica perché la condanna all´incomprensione di una parte non marginale della realtà e ne mina la già snervata rappresentanza. La precarietà delle giovani generazioni infatti rappresenta oggi una vera e propria emergenza sociale di cui di cui molti nel mondo della politica si riempiono quotidianamente la bocca senza conoscerne la condizione materiale e senza avere la capacità di prospettare e realizzare soluzioni concrete (la recente vicenda del welfare né è l´ennesima conferma).</p>
<p>Le manifestazioni che negli ultimi due mesi hanno invaso le strade e le piazze del nostro paese &#8211; il 20 ottobre contro la precarietà, il 17 novembre a Genova, il 24 novembre la straordinaria manifestazione delle donne contro la violenza maschile, lo scorso sabato i tantissimi/e in marcia per la difesa dei beni comuni &#8211; hanno invece disegnato la realtà di un paese attraversato da una radicale domanda di partecipazione, da soggetti sociali &#8211; i giovani e le donne in particolare &#8211; che chiedono una presa di parola cui la politica ufficiale non riesce a rispondere.</p>
<p>Pensiamo che l´assemblea della sinistra dell´8 e 9 dicembre possa rappresentare una straordinaria occasione per l´inversione di questa tendenza; ma perché realmente lo sia dobbiamo essere capaci di accettare la sfida sino in fondo, senza timori o reticenze, senza sfuggire alle critiche di tanti che vogliono prender parola, contribuire all´elaborazione, progettare insieme contenuti, analisi, priorità, pratiche e forme. Con questa convinzione non possiamo che ritenere una ricchezza la presenza all´assemblea di quei soggetti sociali che nella politica, ma in una nuova politica, vogliono ancora riconoscersi, e che scegliendo di farlo in quella sede vorranno offrire un contributo critico e costruttivo al percorso unitario che si sta avviando, consapevoli della complessità quanto della possibilità di reale cambiamento che ci troviamo oggi davanti. Crediamo infatti che la sinistra unita e plurale debba essere esattamente la messa insieme di tante istanze, diverse ma complementari.</p>
<p>Interverremo in tutti i workshop ponendo questi temi e chiediamo infine che sia garantito alle giovani generazioni un intervento nell´assemblea plenaria di domenica sui problemi che le riguardano da vicino, ben sapendo che ciò non rappresenta in alcun modo una soluzione del problema, ma solo un possibile inizio. Ricordate però che in questi anni abbiamo anche imparato a non aspettare la vostra attenzione, ma a prendercela. L´inizio di un nuovo processo che vedrà la sinistra italiana riconquistare le periferie e il consenso anche di coloro che oggi sono profondamente delusi; l´inizio di un nuovo cambiamento e il rilancio di una lotta per un mondo nuovo.</p>
<p><em>Giovani Comuniste/i, FGCI, Giovani Verdi, Giovani di Sinistra Democratica</em></p>
<p>fonte sito nazionale GC</p>
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